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 là................278
dove terminava quella valle 014 INFERNO 01
mi ripigneva dove 'l sol tace. 060 INFERNO 01
onde 'nvidia prima dipartilla. 111 INFERNO 01
ché quello imperador che sù regna, 124 INFERNO 01
che tu mi meni dov' or dicesti, 133 INFERNO 01
sì che duro giudicio sù frange. 096 INFERNO 02
e avanti che sien di discese, 119 INFERNO 03
dove molto pianto mi percuote. 027 INFERNO 05
di qua, di , di giù, di sù li mena; 043 INFERNO 05
se tanto scendi, i potrai vedere. 087 INFERNO 06
di più che di qua essere aspetta». 111 INFERNO 06
vuolsi ne l'alto, dove Michele 011 INFERNO 07
Come fa l'onda sovra Cariddi, 022 INFERNO 07
Quanti si tegnon or sù gran regi 049 INFERNO 08
entro certe ne la valle cerno, 071 INFERNO 08
ma ei non stette con essi guari, 113 INFERNO 08
coi corpi che sù hanno lasciati. 012 INFERNO 10
Vedi Farinata che s'è dritto: 032 INFERNO 10
colui ch'attende , per qui mi mena 062 INFERNO 10
Ma fu' io solo, dove sofferto 091 INFERNO 10
che 'nfin sù facea spiacer suo lezzo. 136 INFERNO 10
e piange dov' esser de' giocondo. 045 INFERNO 11
diss' io, « dove di' ch'usura offende 095 INFERNO 11
e 'l balzo via oltra si dismonta». 115 INFERNO 11
che gir non sa, ma qua e saltella, 024 INFERNO 12
e che ne mostri dove si guada, 094 INFERNO 12
Non era ancor di Nesso arrivato, 001 INFERNO 13
ma dove fortuna la balestra, 098 INFERNO 13
Tacendo divenimmo 've spiccia 076 INFERNO 14
infin, ove più non si dismonta, 118 INFERNO 14
dove vanno l'anime a lavarsi 137 INFERNO 14
« sù di sopra, in la vita serena», 049 INFERNO 15
surger nuovo fummo del sabbione. 117 INFERNO 15
con noi per poco e va coi compagni, 071 INFERNO 16
rimbomba sovra San Benedetto 100 INFERNO 16
e come tra li Tedeschi lurchi 021 INFERNO 17
Li tuoi ragionamenti sian corti; 040 INFERNO 17
di qua, di soccorrien con le mani 047 INFERNO 17
'v' era 'l petto, la coda rivolse, 103 INFERNO 17
di con noi, ma con passi maggiori, 027 INFERNO 18
Di qua, di , su per lo sasso tetro 034 INFERNO 18
'v' uno scoglio de la ripa uscia. 069 INFERNO 18
Quando noi fummo dov' el vaneggia 073 INFERNO 18
Già eravam 've lo stretto calle 100 INFERNO 18
E mentre ch'io giù con l'occhio cerco, 115 INFERNO 18
che si graffia con l'unghie merdose, 131 INFERNO 18
giù per quella ripa che più giace, 035 INFERNO 19
giù nel fondo foracchiato e arto. 042 INFERNO 19
giù cascherò io altresì quando 076 INFERNO 19
e ha di ogne pilosa pelle, 054 INFERNO 20
poscia si puose dove nacqu' io; 056 INFERNO 20
Loco è nel mezzo dove 'l trentino 067 INFERNO 20
bollia giuso una pegola spessa, 017 INFERNO 21
Mentr' io giù fisamente mirava, 022 INFERNO 21
giù 'l buttò, e per lo scoglio duro 043 INFERNO 21
Poscia passò di dal co del ponte; 064 INFERNO 21
Io mando verso di questi miei 115 INFERNO 21
e disse: «State in , mentr' io lo 'nforco». 060 INFERNO 22
poco è, da un che fu di vicino. 067 INFERNO 22
di qua, di discesero a la posta; 148 INFERNO 22
giù trovammo una gente dipinta 058 INFERNO 23
ritorna in casa, e qua e si lagna, 010 INFERNO 24
dove 'l collo a le spalle s'annoda. 099 INFERNO 24
Taccia Lucano ormai dov' e' tocca 094 INFERNO 25
che si perdeva , e la sua pelle 110 INFERNO 25
si facea molle, e quella di dura. 111 INFERNO 25
e di troppa matera ch'in venne 125 INFERNO 25
tosto che fui 've 'l fondo parea. 033 INFERNO 26
Rispuose a me: « dentro si martira 055 INFERNO 26
indi la cima qua e menando, 088 INFERNO 26
me più d'un anno presso a Gaeta, 092 INFERNO 26
ch'io fui d'i monti intra Orbino 029 INFERNO 27
«O anima che se' giù nascosta, 036 INFERNO 27
dove soglion fan d'i denti succhio. 048 INFERNO 27
di qua, di , e poi diè cotal fiato: 060 INFERNO 27
've 'l tacer mi fu avviso 'l peggio, 107 INFERNO 27
per ch'io dove vedi son perduto, 128 INFERNO 27
a Ceperan, dove fu bugiardo 016 INFERNO 28
ciascun Pugliese, e da Tagliacozzo, 017 INFERNO 28
giù tra l'ombre triste smozzicate? 006 INFERNO 29
la colpa che giù cotanto costa». 021 INFERNO 29
Attendi ad altro, ed ei si rimanga; 024 INFERNO 29
che non guardasti in , sì fu partito». 030 INFERNO 29
come l'altro che sen va, sostenne, 042 INFERNO 30
Ivi è Romena, dov' io falsai 073 INFERNO 30
've del ver fosti a Troia richesto». 114 INFERNO 30
Poco portäi in volta la testa, 019 INFERNO 31
Tu vedrai ben, se tu ti congiungi, 025 INFERNO 31
Quel che tu vuo' veder, più è molto 103 INFERNO 31
né Tanaï sotto 'l freddo cielo, 027 INFERNO 32
livide, insin dove appar vergogna 034 INFERNO 32
dove i peccatori stanno freschi". 117 INFERNO 32
più con Ganellone e Tebaldello, 122 INFERNO 32
've 'l cervel s'aggiugne con la nuca: 129 INFERNO 32
del bel paese dove 'l sì suona, 080 INFERNO 33
Noi passammo oltre, 've la gelata 091 INFERNO 33
dove bolle la tenace pece, 143 INFERNO 33
dove l'ombre tutte eran coperte, 011 INFERNO 34
vegnon di onde 'l Nilo s'avvalla. 045 INFERNO 34
«Quell' anima sù c'ha maggior pena», 061 INFERNO 34
Quando noi fummo dove la coscia 076 INFERNO 34
'v' eravam, ma natural burella 098 INFERNO 34
d'esser di dal centro, ov' io mi presi 107 INFERNO 34
Di fosti cotanto quant' io scesi; 109 INFERNO 34
Qui è da man, quando di è sera; 118 INFERNO 34
Luogo è giù da Belzebù remoto 127 INFERNO 34
onde 'l Carro già era sparito, 030 PGTORIO 01
se d'esser mentovato giù degni». 084 PGTORIO 01
mentre ch'i' fu' di », diss' elli allora, 086 PGTORIO 01
Or che di dal mal fiume dimora, 088 PGTORIO 01
giù colà dove la batte l'onda, 101 PGTORIO 01
Quando noi fummo 've la rugiada 121 PGTORIO 01
subitamente onde l'avelse. 136 PGTORIO 01
dov' i' era, de la bella Aurora 008 PGTORIO 02
dov' io son, fo io questo vïaggio», 092 PGTORIO 02
rispuose: «Andiamo in , ch'ei vegnon piano; 065 PGTORIO 03
pon mente se di mi vedesti unque». 105 PGTORIO 03
ché qui per quei di molto s'avanza». 145 PGTORIO 03
dove mio ingegno parea manco, 078 PGTORIO 04
ci traemmo; e ivi eran persone 103 PGTORIO 04
e, giunti , con li altri a noi dier volta, 041 PGTORIO 05
sì che di lui di novella porti: 050 PGTORIO 05
dov' io più sicuro esser credea: 076 PGTORIO 05
assai più che dritto non volea. 078 PGTORIO 05
ancor sarei di dove si spira. 081 PGTORIO 05
've 'l vocabol suo diventa vano, 097 PGTORIO 05
volgendo a loro, e qua e , la faccia, 011 PGTORIO 06
e dov' io fermai cotesto punto, 040 PGTORIO 06
Prima che sie sù, tornar vedrai 055 PGTORIO 06
Ma vedi un'anima che, posta 058 PGTORIO 06
e abbracciòl 've 'l minor s'appiglia. 015 PGTORIO 07
Luogo è giù non tristo di martìri, 028 PGTORIO 07
dove purgatorio ha dritto inizio». 039 PGTORIO 07
«Menane», disse, «dunque 've dici 062 PGTORIO 07
e il novo giorno attenderemo». 069 PGTORIO 07
dove più ch'a mezzo muore il lembo. 072 PGTORIO 07
guardate come si batte il petto! 106 PGTORIO 07
seder solo, Arrigo d'Inghilterra: 131 PGTORIO 07
quando sarai di da le larghe onde, 070 PGTORIO 08
dove a li 'nnocenti si risponde. 072 PGTORIO 08
pur dove le stelle son più tarde, 086 PGTORIO 08
E 'l duca mio: «Figliuol, che sù guarde?». 088 PGTORIO 08
che vedevi staman, son di basse, 092 PGTORIO 08
dicendo: «Vedi 'l nostro avversaro»; 095 PGTORIO 08
e drizzò il dito perché 'n guardasse. 096 PGTORIO 08
sai, dillo a me, che già grande era. 117 PGTORIO 08
've già tutti e cinque sedavamo. 012 PGTORIO 09
ed esser mi parea dove fuoro 022 PGTORIO 09
e non sappiendo dove si fosse, 036 PGTORIO 09
onde poi li Greci il dipartiro; 039 PGTORIO 09
vedi il balzo che 'l chiude dintorno; 050 PGTORIO 09
vedi l'entrata 've par digiunto. 051 PGTORIO 09
sovra li fiori ond' è giù addorno 054 PGTORIO 09
che dove pareami prima rotto, 074 PGTORIO 09
ne disse: "Andate : quivi è la porta"». 090 PGTORIO 09
ne venimmo; e lo scaglion primaio 094 PGTORIO 09
sù non eran mossi i piè nostri anco, 028 PGTORIO 10
Ma guarda fiso , e disviticchia 118 PGTORIO 10
ch'ai primi effetti di sù tu hai, 003 PGTORIO 11
Se di sempre ben per noi si dice, 031 PGTORIO 11
a sodisfar chi è di troppo oso». 126 PGTORIO 11
s'entra, e giù per lamenti feroci. 114 PGTORIO 12
tanto di eravam noi già iti, 023 PGTORIO 13
più innanzi alquanto che dov' io stava, 098 PGTORIO 13
ond' io mi feci ancor più sentire. 099 PGTORIO 13
che già lo 'ncarco di giù mi pesa». 138 PGTORIO 13
di per te ancor li mortai piedi». 144 PGTORIO 13
infin 've si rende per ristoro 034 PGTORIO 14
'v' è mestier di consorte divieto? 087 PGTORIO 14
dove i cuor son fatti sì malvagi. 111 PGTORIO 14
vespero , e qui mezza notte era. 006 PGTORIO 15
che sù è, così corre ad amore 068 PGTORIO 15
E quanta gente più sù s'intende, 073 PGTORIO 15
dove più in sua matera dura, 030 PGTORIO 18
dir ti poss' io; da indi in t'aspetta 047 PGTORIO 18
Però, onde vegna lo 'ntelletto 055 PGTORIO 18
Quest' è 'l principio onde si piglia 064 PGTORIO 18
tant' era già di da noi trascorso; 128 PGTORIO 18
per lo disio del pasto che il tira, 066 PGTORIO 19
cosa di ond' io vivendo mossi». 096 PGTORIO 19
Nepote ho io di c'ha nome Alagia, 142 PGTORIO 19
e questa sola di m'è rimasa». 145 PGTORIO 19
ch'io attenda di , ma perché tanta 041 PGTORIO 20
Chiamato fui di Ugo Ciappetta; 049 PGTORIO 20
che di cangia sovente contrade; 051 PGTORIO 21
era io di », rispuose quello spirto, 086 PGTORIO 21
Stazio la gente ancor di mi noma: 091 PGTORIO 21
E per esser vivuto di quando 100 PGTORIO 21
quand' io intesi dove tu chiame, 038 PGTORIO 22
e mentre che di per me si stette, 085 PGTORIO 22
due anime che ti fanno scorta; 053 PGTORIO 23
Io ti credea trovar giù di sotto, 083 PGTORIO 23
tutta rimira dove 'l sol veli». 114 PGTORIO 23
che io sarò dove fia Beatrice; 128 PGTORIO 23
di da lui più che l'altre trapunta 021 PGTORIO 24
sentiv' io , ov' el sentia la piaga 038 PGTORIO 24
dove l'uopo di nodrir non tocca?». 021 PGTORIO 25
rispuose Stazio, « dove tu sie, 032 PGTORIO 25
che segue il foco 'vunque si muta, 098 PGTORIO 25
le membra mie di , ma son qui meco 056 PGTORIO 26
né, per lo foco, in più m'appressai. 102 PGTORIO 26
dove il suo fattor lo sangue sparse, 002 PGTORIO 27
e al cantar di non siate sorde», 012 PGTORIO 27
di ; e noi, attenti pur a lei, 056 PGTORIO 27
venimmo fuor ove si montava. 057 PGTORIO 27
di dal fiumicello, per mirare 035 PGTORIO 28
e m'apparve, sì com' elli appare 037 PGTORIO 28
Tosto che fu dove l'erbe sono 061 PGTORIO 28
ma Elesponto, 've passò Serse, 071 PGTORIO 28
Non parrebbe di poi maraviglia, 115 PGTORIO 28
e frutto ha in sé che di non si schianta. 120 PGTORIO 28
che dove ubidia la terra e 'l cielo, 025 PGTORIO 29
che m'intenda colui che di piagne, 107 PGTORIO 30
che nostre viste non van vicine, 114 PGTORIO 30
«O tu che se' di dal fiume sacro», 001 PGTORIO 31
di dal qual non è a che s'aspiri, 024 PGTORIO 31
le tre di , che miran più profondo». 111 PGTORIO 31
dove armonizzando il ciel t'adombra, 144 PGTORIO 31
ritornato di , fa che tu scrive». 105 PGTORIO 32
che qua e , come li aspetti, fassi, 105 PGTORIO 33
Ma vedi Eünoè che diriva: 127 PGTORIO 33
né sa né può chi di sù discende; 006 PRADISO 01
Fatto avea di mane e di qua sera 043 PRADISO 01
tal foce, e quasi tutto era bianco 044 PRADISO 01
Molto è licito , che qui non lece 055 PRADISO 01
le luci fissi, di sù rimote. 066 PRADISO 01
di questo corpo, che giuso in terra 050 PRADISO 02
di dal modo che 'n terra si vede, 002 PRADISO 05
rivide e dov' Ettore si cuba; 068 PRADISO 06
've ogne ben si termina e s'inizia, 087 PRADISO 08
E se 'l mondo giù ponesse mente 142 PRADISO 08
onde scese già una facella 029 PRADISO 09
Per letiziar sù fulgor s'acquista, 070 PRADISO 09
dove l'orizzonte pria far suole. 087 PRADISO 09
Or sappi che entro si tranquilla 115 PRADISO 09
dove Gabrïello aperse l'ali. 138 PRADISO 09
chi non s'impenna sì che sù voli, 074 PRADISO 10
giù ne gola di saper novella: 111 PRADISO 10
e u' dissi: ''Non nacque il secondo"; 026 PRADISO 11
Di questa costa, dov' ella frange 049 PRADISO 11
onde vegnon tali a la scrittura, 125 PRADISO 12
poi ch'è tanto di da nostra usanza, 022 PRADISO 13
quanto di dal mover de la Chiana 023 PRADISO 13
ché dove appetito non si torce, 005 PRADISO 16
dove andava l'avolo a la cerca; 063 PRADISO 16
dove Cristo tutto dì si merca. 051 PRADISO 17
vie più che 'l punir di lor perfidie». 099 PRADISO 17
con canti quai si sa chi sù gaude. 039 PRADISO 19
molto di da quel che l'è parvente. 057 PRADISO 19
fa crastino giù de l'odïerno. 054 PRADISO 20
tutto suo amor giù pose a drittura: 121 PRADISO 20
onde riguarda come può giùe 101 PRADISO 21
è ogne parte ove sempr' era, 066 PRADISO 22
Infin sù la vide il patriarca 070 PRADISO 22
poscia riguardi dov' è trascorso, 092 PRADISO 22
che sù vince come qua giù vinse, 093 PRADISO 23
dov' io era, ancor non appariva: 117 PRADISO 23
a li occhi di giù son sì ascose, 072 PRADISO 24
ne la melode che sù si canta. 114 PRADISO 24
per cui giù si vicita Galizia». 018 PRADISO 25
laudando il cibo che sù li prande. 024 PRADISO 25
la spene, che giù bene innamora, 044 PRADISO 25
dove tratta de le bianche stole, 095 PRADISO 25
di qui giù sovra ogne altro bando». 045 PRADISO 26
che cadde di qua sù, giù si placa». 027 PRADISO 27
sì ch'io vedea di da Gade il varco 082 PRADISO 27
per la centesma ch'è giù negletta, 143 PRADISO 27
've s'appunta ogne ubi e ogne quando. 012 PRADISO 29
la verità che giù si confonde, 074 PRADISO 29
sì che giù, non dormendo, si sogna, 082 PRADISO 29
non pur di da noi, ma certo io credo 020 PRADISO 30
Lume è sù che visibile face 100 PRADISO 30
quanto di noi sù fatto ha ritorno. 114 PRADISO 30
dove Simon mago è per suo merto, 147 PRADISO 30
dove suo laboro s'insapora, 009 PRADISO 31
dove 'l süo amor sempre soggiorna. 012 PRADISO 31
tale innocenza giù si ritenne. 084 PRADISO 32
Quei due che seggon sù più felici 118 PRADISO 32

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