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 latino............9
da l'altra parte vidi 'l re Latino 125 INFERNO 04
se Brunetto Latino un poco teco 032 INFERNO 15
conosci tu alcun che sia latino 065 INFERNO 22
dicendo: «Parla tu; questi è latino». 033 INFERNO 27
dinne s'alcun Latino è tra costoro 088 INFERNO 29
Io fui latino e nato d'un gran Tosco: 058 PGTORIO 11
sì che raffigurar m'è più latino. 063 PRADISO 03
del cui latino Augustin si provide. 120 PRADISO 10
di fra Tommaso e 'l discreto latino; 144 PRADISO 12
 
 lato..............16
Ond' ei si volse inver' lo destro lato, 112 INFERNO 16
che da l'un lato tutti hanno la fronte 031 INFERNO 18
sempre acquistando dal lato mancino. 126 INFERNO 26
Poi d'ogne lato ad esso m'appario 022 PGTORIO 02
e d'ogne lato ne stringea lo stremo, 032 PGTORIO 04
che da quel lato il poggio tutto gira. 048 PGTORIO 04
or quinci, or quindi al lato che si parte». 012 PGTORIO 10
e muta nome perché muta lato. 102 PGTORIO 11
folgoreggiando scender, da l'un lato. 027 PGTORIO 12
fece del destro lato a muover centro, 014 PGTORIO 13
Dal lato onde 'l cammin nostro era chiuso, 136 PGTORIO 22
oltre andavam dal lato che si leva. 120 PGTORIO 24
ond' ir ne convenia dal lato schiuso 115 PGTORIO 25
Quinci Letè; così da l'altro lato 130 PGTORIO 28
Io mi rivolsi dal mio destro lato 052 PRADISO 18
contrapesando l'un con l'altro lato. 024 PRADISO 21
 
 latona............4
pria che Latona in lei facesse 'l nido 131 PGTORIO 20
così cinger la figlia di Latona 067 PRADISO 10
Vidi la figlia di Latona incensa 139 PRADISO 22
Quando ambedue li figli di Latona, 001 PRADISO 29
 
 latra.............2
con tre gole caninamente latra 014 INFERNO 06
Bruto con Cassio ne l'inferno latra, 074 PRADISO 06
 
 latrando..........1
latrando lui con li occhi in giù raccolti, 105 INFERNO 32
 
 latri.............1
se tu non latri? qual diavol ti tocca?». 108 INFERNO 32
 
 latria............1
che suole esser disposto a sola latria». 111 PRADISO 21
 
 latrò.............1
forsennata latrò sì come cane; 020 INFERNO 30
 
 lattar............1
che le Muse lattar più ch'altri mai, 102 PGTORIO 22
 
 latte.............5
Non fate com' agnel che lascia il latte 082 PRADISO 05
più tornano a l'ovil di latte vòte. 129 PRADISO 11
del latte lor dolcissimo più pingue, 057 PRADISO 23
tende le braccia, poi che 'l latte prese, 122 PRADISO 23
col volto verso il latte, se si svegli 083 PRADISO 30
 
 laudabil..........1
ciascun amore in sé laudabil cosa; 036 PGTORIO 18
 
 laudabile.........1
de li altri fia laudabile tacerci, 104 INFERNO 15
 
 laudamo...........1
risonò per le spere un 'Dio laudamo' 113 PRADISO 24
 
 laudamus..........1
e 'Te Deum laudamus' mi parea 140 PGTORIO 09
 
 laudando..........1
laudando il cibo che là sù li prande. 024 PRADISO 25
 
 laudato...........1
laudato sia 'l tuo nome e 'l tuo valore 004 PGTORIO 11
 
 laude.............1
vid' io farsi quel segno, che di laude 037 PRADISO 19
 
 lauro.............1
Greci che già di lauro ornar la fronte. 108 PGTORIO 22
 
 lava..............2
«Maggior difetto men vergogna lava», 142 INFERNO 30
Quella sinistra riva che si lava 058 PRADISO 08
 
 lavar.............1
Ben si de' loro atar lavar le note 034 PGTORIO 11
 
 lavarsi...........1
là dove vanno l'anime a lavarsi 137 INFERNO 14
 
 lavi..............4
e dissi: "Padre, da che tu mi lavi 108 INFERNO 27
d'un giunco schietto e che li lavi 'l viso, 095 PGTORIO 01
col punton de la spada, e «Fa che lavi, 113 PGTORIO 09
e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. 075 PRADISO 05
 
 lavina............3
che con Lavina sua figlia sedea. 126 INFERNO 04
Ancisa t'hai per non perder Lavina; 037 PGTORIO 17
dietro a l'antico che Lavina tolse, 003 PRADISO 06
 
 lavorare..........1
avrebber fatto lavorare indarno. 150 INFERNO 13
 
 lavoro............5
etternalmente a cotesto lavoro». 090 INFERNO 29
Vedea Nembròt a piè del gran lavoro 034 PGTORIO 12
O buono Appollo, a l'ultimo lavoro 013 PRADISO 01
di maltolletto vuo' far buon lavoro. 033 PRADISO 05
l'alto lavoro, e tutto 'n lui mi diedi; 024 PRADISO 06
 
 lazzi.............1
ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi 065 INFERNO 15
 
 le................805
guardai in alto e vidi le sue spalle 016 INFERNO 01
ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi». 090 INFERNO 01
ove udirai le disperate strida, 115 INFERNO 01
quando che sia a le beate genti. 120 INFERNO 01
A le quai poi se tu vorrai salire, 121 INFERNO 01
da le fatiche loro; e io sol uno 003 INFERNO 02
a le vere parole che ti porse! 135 INFERNO 02
sì al venir con le parole tue, 137 INFERNO 02
che tu vedrai le genti dolorose 017 INFERNO 03
mi mise dentro a le segrete cose. 021 INFERNO 03
e dietro le venìa sì lunga tratta 055 INFERNO 03
le fa di trapassar parer sì pronte, 074 INFERNO 03
Ed elli a me: «Le cose ti fier conte 076 INFERNO 03
ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. 087 INFERNO 03
Quinci fuor quete le lanose gote 097 INFERNO 03
ratto che 'nteser le parole crude. 102 INFERNO 03
loro accennando, tutte le raccoglie; 110 INFERNO 03
Come d'autunno si levan le foglie 112 INFERNO 03
vede a la terra tutte le sue spoglie, 114 INFERNO 03
Ed elli a me: «L'angoscia de le genti 019 INFERNO 04
ch'avean le turbe, ch'eran molte e grandi, 029 INFERNO 04
Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, 130 INFERNO 04
essamina le colpe ne l'intrata; 005 INFERNO 05
e quel conoscitor de le peccata 009 INFERNO 05
Or incomincian le dolenti note 025 INFERNO 05
quivi le strida, il compianto, il lamento; 035 INFERNO 05
nomar le donne antiche e ' cavalieri, 071 INFERNO 05
e 'l ventre largo, e unghiate le mani; 017 INFERNO 06
le bocche aperse e mostrocci le sanne; 023 INFERNO 06
le bocche aperse e mostrocci le sanne; 023 INFERNO 06
E 'l duca mio distese le sue spanne, 025 INFERNO 06
prese la terra, e con piene le pugna 026 INFERNO 06
la gittò dentro a le bramose canne. 027 INFERNO 06
la greve pioggia, e ponavam le piante 035 INFERNO 06
Alte terrà lungo tempo le fronti, 070 INFERNO 06
le tre faville c'hanno i cuori accesi». 075 INFERNO 06
Quali dal vento le gonfiate vele 013 INFERNO 07
Le sue permutazion non hanno triegue: 088 INFERNO 07
pur da color che le dovrien dar lode, 092 INFERNO 07
al piè de le maligne piagge grige. 108 INFERNO 07
Ed elli a me: «Su per le sucide onde 010 INFERNO 08
Allor distese al legno ambo le mani; 040 INFERNO 08
Lo collo poi con le braccia mi cinse; 043 INFERNO 08
far di costui a le fangose genti, 059 INFERNO 08
E io: «Maestro, già le sue meschite 070 INFERNO 08
ch'entro l'affoca le dimostra rosse, 074 INFERNO 08
le mura mi parean che ferro fosse. 078 INFERNO 08
Io vidi più di mille in su le porte 082 INFERNO 08
nel suon de le parole maladette, 095 INFERNO 08
Chiuser le porte que' nostri avversari 115 INFERNO 08
Li occhi a la terra e le ciglia avea rase 118 INFERNO 08
«Chi m'ha negate le dolenti case!». 120 INFERNO 08
che fur parole a le prime diverse; 012 INFERNO 09
onde le fiere tempie erano avvinte. 042 INFERNO 09
E quei, che ben conobbe le meschine 043 INFERNO 09
«Guarda», mi disse, «le feroci Erine. 045 INFERNO 09
mi volse, e non si tenne a le mie mani, 059 INFERNO 09
che con le sue ancor non mi chiudessi. 060 INFERNO 09
E già venìa su per le torbide onde 064 INFERNO 09
per cui tremavano amendue le sponde, 066 INFERNO 09
e fa fuggir le fiere e li pastori. 072 INFERNO 09
Come le rane innanzi a la nimica 076 INFERNO 09
passava Stige con le piante asciutte. 081 INFERNO 09
Che giova ne le fata dar di cozzo? 097 INFERNO 09
sicuri appresso le parole sante. 105 INFERNO 09
per le quali eran sì del tutto accesi, 119 INFERNO 09
più che non credi son le tombe carche. 129 INFERNO 09
lo mio maestro, e io dopo le spalle. 003 INFERNO 10
mi pinser tra le sepulture a lui, 038 INFERNO 10
dicendo: «Le parole tue sien conte». 039 INFERNO 10
ond' ei levò le ciglia un poco in suso; 045 INFERNO 10
Le sue parole e 'l modo de la pena 064 INFERNO 10
le cose», disse, «che ne son lontano; 101 INFERNO 10
con le quai la tua Etica pertratta 080 INFERNO 11
le tre disposizion che 'l ciel non vole, 081 INFERNO 11
ma vassi per veder le vostre pene». 021 INFERNO 12
fece la barba in dietro a le mascelle. 078 INFERNO 12
dove le due nature son consorti, 084 INFERNO 12
le lagrime, che col bollor diserra, 136 INFERNO 12
che fecero a le strade tanta guerra». 138 INFERNO 12
Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno, 010 INFERNO 13
che cacciar de le Strofade i Troiani 011 INFERNO 13
Io son colui che tenni ambo le chiavi 058 INFERNO 13
del cor di Federigo, e che le volsi, 059 INFERNO 13
morte comune e de le corti vizio, 066 INFERNO 13
Per le nove radici d'esto legno 073 INFERNO 13
ancor del colpo che 'nvidia le diede». 078 INFERNO 13
l'Arpie, pascendo poi de le sue foglie, 101 INFERNO 13
Qui le strascineremo, e per la mesta 106 INFERNO 13
ch'ode le bestie, e le frasche stormire. 114 INFERNO 13
ch'ode le bestie, e le frasche stormire. 114 INFERNO 13
le gambe tue a le giostre dal Toppo!». 121 INFERNO 13
le gambe tue a le giostre dal Toppo!». 121 INFERNO 13
per le rotture sanguinenti in vano. 132 INFERNO 13
c'ha le mie fronde sì da me disgiunte, 141 INFERNO 13
Io fei gibetto a me de le mie case». 151 INFERNO 13
mi strinse, raunai le fronde sparte 002 INFERNO 14
e rende'le a colui, ch'era già fioco. 003 INFERNO 14
A ben manifestar le cose nove, 007 INFERNO 14
con le sue schiere, acciò che lo vapore 035 INFERNO 14
de le misere mani, or quindi or quinci 041 INFERNO 14
tutte le cose, fuor che ' demon duri 044 INFERNO 14
che parton poi tra lor le peccatrici, 080 INFERNO 14
Lo fondo suo e ambo le pendici 082 INFERNO 14
quando piangea, vi facea far le grida. 102 INFERNO 14
che tien volte le spalle inver' Dammiata 104 INFERNO 14
e puro argento son le braccia e 'l petto, 107 INFERNO 14
le quali, accolte, fóran quella grotta. 114 INFERNO 14
e sì ver' noi aguzzavan le ciglia 020 INFERNO 15
Pur ier mattina le volsi le spalle: 052 INFERNO 15
Pur ier mattina le volsi le spalle: 052 INFERNO 15
Faccian le bestie fiesolane strame 073 INFERNO 15
come le piace, e 'l villan la sua marra». 096 INFERNO 15
ricenti e vecchie, da le fiamme incese! 011 INFERNO 16
A le lor grida il mio dottor s'attese; 013 INFERNO 16
parole per le quali i' mi pensai 056 INFERNO 16
le membra tue», rispuose quelli ancora, 065 INFERNO 16
assai ne cruccia con le sue parole». 072 INFERNO 16
e torni a riveder le belle stelle, 083 INFERNO 16
ali sembiar le gambe loro isnelle. 087 INFERNO 16
de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, 125 INFERNO 16
ma qui tacer nol posso; e per le note 127 INFERNO 16
lo dosso e 'l petto e ambedue le coste 014 INFERNO 17
di qua, di là soccorrien con le mani 047 INFERNO 17
tal divenn' io a le parole porte; 088 INFERNO 17
ma vergogna mi fé le sue minacce, 089 INFERNO 17
con le braccia m'avvinse e mi sostenne; 096 INFERNO 17
le rote larghe, e lo scender sia poco; 098 INFERNO 17
e con le branche l'aere a sé raccolse. 105 INFERNO 17
né quando Icaro misero le reni 109 INFERNO 17
e, discarcate le nostre persone, 135 INFERNO 17
Quale, dove per guardia de le mura 010 INFERNO 18
Ahi come facean lor levar le berze 037 INFERNO 18
a le prime percosse! già nessuno 038 INFERNO 18
le seconde aspettava né le terze. 039 INFERNO 18
le seconde aspettava né le terze. 039 INFERNO 18
se le fazion che porti non son false, 049 INFERNO 18
e sé medesma con le palme picchia. 105 INFERNO 18
Le ripe eran grommate d'una muffa, 106 INFERNO 18
«Qua giù m'hanno sommerso le lusinghe 125 INFERNO 18
E quinci sian le nostre viste sazie». 136 INFERNO 18
che le cose di Dio, che di bontate 002 INFERNO 19
Io vidi per le coste e per lo fondo 013 INFERNO 19
d'un peccator li piedi e de le gambe 023 INFERNO 19
Le piante erano a tutti accese intrambe; 025 INFERNO 19
per che sì forte guizzavan le giunte, 026 INFERNO 19
Qual suole il fiammeggiar de le cose unte 028 INFERNO 19
tal era lì dai calcagni a le punte. 030 INFERNO 19
per le fessure de la pietra piatti. 075 INFERNO 19
ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? 092 INFERNO 19
la reverenza de le somme chiavi 101 INFERNO 19
quella che con le sette teste nacque, 109 INFERNO 19
e da le diece corna ebbe argomento, 110 INFERNO 19
forte spingava con ambo le piote. 120 INFERNO 19
lo suon de le parole vere espresse. 123 INFERNO 19
Però con ambo le braccia mi prese; 124 INFERNO 19
che sarebbe a le capre duro varco. 132 INFERNO 19
che fanno le letane in questo mondo. 009 INFERNO 20
ché da le reni era tornato 'l volto, 013 INFERNO 20
le natiche bagnava per lo fesso. 024 INFERNO 20
Mira c'ha fatto petto de le spalle; 037 INFERNO 20
cangiandosi le membra tutte quante; 042 INFERNO 20
che rïavesse le maschili penne. 045 INFERNO 20
per sua dimora; onde a guardar le stelle 050 INFERNO 20
E quella che ricuopre le mammelle, 052 INFERNO 20
che tu non vedi, con le trecce sciolte, 053 INFERNO 20
Già fuor le genti sue dentro più spesse, 094 INFERNO 20
porge la barba in su le spalle brune, 107 INFERNO 20
sì ch'a pena rimaser per le cune-- 109 INFERNO 20
de le magiche frode seppe 'l gioco. 117 INFERNO 20
Vedi le triste che lasciaron l'ago, 121 INFERNO 20
sotto Sobilia Caino e le spine; 126 INFERNO 20
le coste a quel che più vïaggi fece; 012 INFERNO 21
mai che le bolle che 'l bollor levava, 020 INFERNO 21
non temer tu, ch'i' ho le cose conte, 062 INFERNO 21
Cercate 'ntorno le boglienti pane; 124 INFERNO 21
che tutto intero va sovra le tane». 126 INFERNO 21
e con le ciglia ne minaccian duoli?». 132 INFERNO 21
li arruncigliò le 'mpegolate chiome 035 INFERNO 22
ma Barbariccia il chiuse con le braccia 059 INFERNO 22
giuso a le gambe; onde 'l decurio loro 074 INFERNO 22
le lingue lor non si sentono stanche. 090 INFERNO 22
sì ch'ei non teman de le lor vendette; 101 INFERNO 22
fermò le piante a terra, e in un punto 122 INFERNO 22
e vede presso a sé le fiamme accese, 039 INFERNO 23
quand' ella più verso le pale approccia, 048 INFERNO 23
che Federigo le mettea di paglia. 066 INFERNO 23
quant' i' veggio dolor giù per le guance? 098 INFERNO 23
E l'un rispuose a me: «Le cappe rance 100 INFERNO 23
fan così cigolar le lor bilance. 102 INFERNO 23
dietro a le poste de le care piante. 148 INFERNO 23
dietro a le poste de le care piante. 148 INFERNO 23
e già le notti al mezzo dì sen vanno, 003 INFERNO 24
e fuor le pecorelle a pascer caccia. 015 INFERNO 24
Le braccia aperse, dopo alcun consiglio 022 INFERNO 24
con serpi le man dietro avean legate; 094 INFERNO 24
quelle ficcavan per le ren la coda 095 INFERNO 24
là dove 'l collo a le spalle s'annoda. 099 INFERNO 24
Al fine de le sue parole il ladro 001 INFERNO 25
le mani alzò con amendue le fiche, 002 INFERNO 25
le mani alzò con amendue le fiche, 002 INFERNO 25
gridando: «Togli, Dio, ch'a te le squadro!». 003 INFERNO 25
Da indi in qua mi fuor le serpi amiche, 004 INFERNO 25
e un'altra a le braccia, e rilegollo, 007 INFERNO 25
Sovra le spalle, dietro da la coppa, 022 INFERNO 25
onde cessar le sue opere biece 031 INFERNO 25
gliene diè cento, e non sentì le diece». 033 INFERNO 25
Com' io tenea levate in lor le ciglia, 049 INFERNO 25
e con li anterïor le braccia prese; 053 INFERNO 25
li diretani a le cosce distese, 055 INFERNO 25
e dietro per le ren sù la ritese. 057 INFERNO 25
per l'altrui membra avviticchiò le sue. 060 INFERNO 25
Fersi le braccia due di quattro liste; 073 INFERNO 25
le cosce con le gambe e 'l ventre e 'l casso 074 INFERNO 25
le cosce con le gambe e 'l ventre e 'l casso 074 INFERNO 25
non trasmutò sì ch'amendue le forme 101 INFERNO 25
Le gambe con le cosce seco stesse 106 INFERNO 25
Le gambe con le cosce seco stesse 106 INFERNO 25
Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, 112 INFERNO 25
non torcendo però le lucerne empie, 122 INFERNO 25
sotto le quai ciascun cambiava muso. 123 INFERNO 25
Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, 124 INFERNO 25
uscir li orecchi de le gote scempie; 126 INFERNO 25
e le labbra ingrossò quanto convenne. 129 INFERNO 25
come face le corna la lumaccia; 132 INFERNO 25
Poscia li volse le novelle spalle, 139 INFERNO 25
Noi ci partimmo, e su per le scalee 013 INFERNO 26
tra le schegge e tra ' rocchi de lo scoglio 017 INFERNO 26
Tutte le stelle già de l'altro polo 127 INFERNO 26
si convertïan le parole grame. 015 INFERNO 27
sotto le branche verdi si ritrova. 045 INFERNO 27
Le città di Lamone e di Santerno 049 INFERNO 27
che mi rimise ne le prime colpe; 071 INFERNO 27
Li accorgimenti e le coperte vie 076 INFERNO 27
calar le vele e raccoglier le sarte, 081 INFERNO 27
calar le vele e raccoglier le sarte, 081 INFERNO 27
perché le sue parole parver ebbre. 099 INFERNO 27
come tu sai; però son due le chiavi 104 INFERNO 27
dicer del sangue e de le piaghe a pieno 002 INFERNO 28
Tra le gambe pendevan le minugia; 025 INFERNO 28
Tra le gambe pendevan le minugia; 025 INFERNO 28
guardommi e con le man s'aperse il petto, 029 INFERNO 28
però che le ferite son richiuse 041 INFERNO 28
ch'è giudicata in su le tue accuse?». 045 INFERNO 28
e tronco 'l naso infin sotto le ciglia, 065 INFERNO 28
e 'l capo tronco tenea per le chiome, 121 INFERNO 28
per appressarne le parole sue, 129 INFERNO 28
La molta gente e le diverse piaghe 001 INFERNO 29
avean le luci mie sì inebrïate, 002 INFERNO 29
pensa, se tu annoverar le credi, 008 INFERNO 29
ond' io li orecchi con le man copersi. 045 INFERNO 29
qual suol venir de le marcite membre. 051 INFERNO 29
cascaron tutti, e poi le genti antiche, 062 INFERNO 29
Qual sovra 'l ventre e qual sovra le spalle 067 INFERNO 29
che non potean levar le lor persone. 072 INFERNO 29
come coltel di scardova le scaglie 083 INFERNO 29
«O tu che con le dita ti dismaglie», 085 INFERNO 29
Ma ne l'ultima bolgia de le diece 118 INFERNO 29
che seppe far le temperate spese, 126 INFERNO 29
gridò: «Tendiam le reti, sì ch'io pigli 007 INFERNO 30
tanto il dolor le fé la mente torta. 021 INFERNO 30
le membra con l'omor che mal converte, 053 INFERNO 30
faceva lui tener le labbra aperte 055 INFERNO 30
ma che mi val, c'ho le membra legate? 081 INFERNO 30
lo muover per le membra che son gravi, 107 INFERNO 30
per le tenebre troppo da la lungi, 023 INFERNO 31
le spalle e 'l petto e del ventre gran parte, 047 INFERNO 31
e per le coste giù ambo le braccia. 048 INFERNO 31
e per le coste giù ambo le braccia. 048 INFERNO 31
Fïalte ha nome, e fece le gran prove 094 INFERNO 31
le braccia ch'el menò, già mai non move». 096 INFERNO 31
s'io non avessi viste le ritorte. 111 INFERNO 31
quand' Anibàl co' suoi diede le spalle, 117 INFERNO 31
le man distese, e prese 'l duca mio, 131 INFERNO 31
S'ïo avessi le rime aspre e chiocce, 001 INFERNO 32
va sì, che tu non calchi con le piante 020 INFERNO 32
le teste de' fratei miseri lassi». 021 INFERNO 32
gocciar su per le labbra, e 'l gelo strinse 047 INFERNO 32
le lagrime tra essi e riserrolli. 048 INFERNO 32
non so; ma, passeggiando tra le teste, 077 INFERNO 32
percotendo», rispuose, «altrui le gote, 089 INFERNO 32
non ti basta sonar con le mascelle, 107 INFERNO 32
le tempie a Menalippo per disdegno, 131 INFERNO 32
Ma se le mie parole esser dien seme 007 INFERNO 33
ambo le man per lo dolor mi morsi; 058 INFERNO 33
queste misere carni, e tu le spoglia". 063 INFERNO 33
Ahi Pisa, vituperio de le genti 079 INFERNO 33
d'aver tradita te de le castella, 086 INFERNO 33
ché le lagrime prime fanno groppo, 097 INFERNO 33
i' son quel da le frutta del mal orto, 119 INFERNO 33
innanzi ch'Atropòs mossa le dea. 126 INFERNO 33
le 'nvetrïate lagrime dal volto, 128 INFERNO 33
quella col capo e quella con le piante; 014 INFERNO 34
che i giganti non fan con le sue braccia: 031 INFERNO 34
e contra 'l suo fattore alzò le ciglia, 035 INFERNO 34
che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena. 063 INFERNO 34
appigliò sé a le vellute coste; 073 INFERNO 34
tra 'l folto pelo e le gelate croste. 075 INFERNO 34
volse la testa ov' elli avea le zanche, 079 INFERNO 34
e vidili le gambe in sù tenere; 090 INFERNO 34
tanto ch'i' vidi de le cose belle 137 INFERNO 34
E quindi uscimmo a riveder le stelle. 139 INFERNO 34
Per correr miglior acque alza le vele 001 PGTORIO 01
di cui le Piche misere sentiro 011 PGTORIO 01
Li raggi de le quattro luci sante 037 PGTORIO 01
Son le leggi d'abisso così rotte? 046 PGTORIO 01
che, dannati, venite a le mie grotte?». 048 PGTORIO 01
reverenti mi fé le gambe e 'l ciglio. 051 PGTORIO 01
ma per la sua follia le fu sì presso, 059 PGTORIO 01
però ch'a le percosse non seconda. 105 PGTORIO 01
ambo le mani in su l'erbetta sparte 124 PGTORIO 01
porsi ver' lui le guance lagrimose; 127 PGTORIO 01
uscia di Gange fuor con le Bilance, 005 PGTORIO 02
che le caggion di man quando soverchia; 006 PGTORIO 02
sì che le bianche e le vermiglie guance, 007 PGTORIO 02
sì che le bianche e le vermiglie guance, 007 PGTORIO 02
gridò: «Fa, fa che le ginocchia cali. 028 PGTORIO 02
Ecco l'angel di Dio: piega le mani; 029 PGTORIO 02
lo sol, ch'avea con le saette conte 056 PGTORIO 02
tre volte dietro a lei le mani avvinsi, 080 PGTORIO 02
a le sue note; ed ecco il veglio onesto 119 PGTORIO 02
che 'ndarno vi sarien le gambe pronte. 048 PGTORIO 03
Come le pecorelle escon del chiuso 079 PGTORIO 03
coi dossi de le man faccendo insegna. 102 PGTORIO 03
Or le bagna la pioggia e move il vento 130 PGTORIO 03
dov' e' le trasmutò a lume spento. 132 PGTORIO 03
dico con l'ale snelle e con le piume 028 PGTORIO 04
Sì mi spronaron le parole sue, 049 PGTORIO 04
sedeva e abbracciava le ginocchia, 107 PGTORIO 04
Li atti suoi pigri e le corte parole 121 PGTORIO 04
mosser le labbra mie un poco a riso; 122 PGTORIO 04
Vien dietro a me, e lascia dir le genti: 013 PGTORIO 05
con quelle membra con le quai nascesti», 047 PGTORIO 05
pur ch'i' possa purgar le gravi offese. 072 PGTORIO 05
Corsi al palude, e le cannucce e 'l braco 082 PGTORIO 05
de le mie vene farsi in terra laco». 084 PGTORIO 05
voltòmmi per le ripe e per lo fondo, 128 PGTORIO 05
repetendo le volte, e tristo impara; 003 PGTORIO 06
Quiv' era l'Aretin che da le braccia 013 PGTORIO 06
Quivi pregava con le mani sporte 016 PGTORIO 06
Cerca, misera, intorno da le prode 085 PGTORIO 06
le tue marine, e poi ti guarda in seno, 086 PGTORIO 06
giusto giudicio da le stelle caggia 100 PGTORIO 06
Ché le città d'Italia tutte piene 124 PGTORIO 06
che non può trovar posa in su le piume, 150 PGTORIO 06
tal parve quelli; e poi chinò le ciglia, 013 PGTORIO 07
S'io son d'udir le tue parole degno, 020 PGTORIO 07
quivi sto io con quei che le tre sante 034 PGTORIO 07
sanar le piaghe c'hanno Italia morta, 095 PGTORIO 07
Ottacchero ebbe nome, e ne le fasce 100 PGTORIO 07
Ella giunse e levò ambo le palme, 010 PGTORIO 08
le uscìo di bocca e con sì dolci note, 014 PGTORIO 08
avendo li occhi a le superne rote. 018 PGTORIO 08
tronche e private de le punte sue. 027 PGTORIO 08
tutto gelato, a le fidate spalle. 042 PGTORIO 08
tra le grandi ombre, e parleremo ad esse; 044 PGTORIO 08
a piè del monte per le lontane acque?». 057 PGTORIO 08
quando sarai di là da le larghe onde, 070 PGTORIO 08
poscia che trasmutò le bianche bende, 074 PGTORIO 08
le quai convien che, misera!, ancor brami. 075 PGTORIO 08
Non le farà sì bella sepultura 079 PGTORIO 08
pur là dove le stelle son più tarde, 086 PGTORIO 08
Ond' elli a me: «Le quattro chiare stelle 091 PGTORIO 08
Sentendo fender l'aere a le verdi ali, 106 PGTORIO 08
suso a le poste rivolando iguali. 108 PGTORIO 08
fuor de le braccia del suo dolce amico; 003 PGTORIO 09
a le sue visïon quasi è divina, 018 PGTORIO 09
trafuggò lui dormendo in le sue braccia, 038 PGTORIO 09
sen venne suso; e io per le sue orme. 060 PGTORIO 09
Sovra questo tenëa ambo le piante 103 PGTORIO 09
Da Pier le tegno; e dissemi ch'i' erri 127 PGTORIO 09
Tarpëa, come tolto le fu il buono 137 PGTORIO 09
ch'or sì or no s'intendon le parole. 145 PGTORIO 09
si vede giugner le ginocchia al petto, 132 PGTORIO 10
Ben si de' loro atar lavar le note 034 PGTORIO 11
possano uscire a le stellate ruote. 036 PGTORIO 11
Le lor parole, che rendero a queste 046 PGTORIO 11
«Frate», diss' elli, «più ridon le carte 082 PGTORIO 11
a recar Siena tutta a le sue mani. 123 PGTORIO 11
veder lo letto de le piante tue». 015 PGTORIO 12
sovra i sepolti le tombe terragne 017 PGTORIO 12
che solo a' pïi dà de le calcagne; 021 PGTORIO 12
mirar le membra d'i Giganti sparte. 033 PGTORIO 12
quasi smarrito, e riguardar le genti 035 PGTORIO 12
e anche le reliquie del martiro. 060 PGTORIO 12
Le braccia aperse, e indi aperse l'ale; 091 PGTORIO 12
per le scalee che si fero ad etade 104 PGTORIO 12
Noi volgendo ivi le nostre persone, 109 PGTORIO 12
e con le dita de la destra scempie 133 PGTORIO 12
trovai pur sei le lettere che 'ncise 134 PGTORIO 12
quel da le chiavi a me sovra le tempie: 135 PGTORIO 12
quel da le chiavi a me sovra le tempie: 135 PGTORIO 12
tratte d'amor le corde de la ferza. 039 PGTORIO 13
non pur per lo sonar de le parole, 065 PGTORIO 13
da l'altra parte m'eran le divote 082 PGTORIO 13
premevan sì, che bagnavan le gote. 084 PGTORIO 13
se tosto grazia resolva le schiume 088 PGTORIO 13
trova le volpi sì piene di froda, 053 PGTORIO 14
che non temono ingegno che le occùpi. 054 PGTORIO 14
le donne e ' cavalier, li affanni e li agi 109 PGTORIO 14
mostrandovi le sue bellezze etterne, 149 PGTORIO 14
e stupor m'eran le cose non conte; 012 PGTORIO 15
ond' io levai le mani inver' la cima 013 PGTORIO 15
de le mie ciglia, e fecimi 'l solecchio, 014 PGTORIO 15
prode acquistar ne le parole sue; 042 PGTORIO 15
la mente pur a le cose terrene, 065 PGTORIO 15
come son già le due, le cinque piaghe, 080 PGTORIO 15
come son già le due, le cinque piaghe, 080 PGTORIO 15
sì che tacer mi fer le luci vaghe. 084 PGTORIO 15
giù per le gote che 'l dolor distilla 095 PGTORIO 15
a le cose che son fuor di lei vere, 116 PGTORIO 15
velando li occhi e con le gambe avvolte, 122 PGTORIO 15
quando le gambe mi furon sì tolte». 126 PGTORIO 15
le tue cogitazion, quantunque parve. 129 PGTORIO 15
l'Agnel di Dio che le peccata leva. 018 PGTORIO 16
Pur 'Agnus Dei' eran le loro essordia; 019 PGTORIO 16
e tue parole fier le nostre scorte». 045 PGTORIO 16
ne le prime battaglie col ciel dura, 077 PGTORIO 16
Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? 097 PGTORIO 16
che le stelle apparivan da più lati. 072 PGTORIO 17
la possa de le gambe posta in triegue. 075 PGTORIO 17
da l'odio proprio son le cose tute; 108 PGTORIO 17
«Le tue parole e 'l mio seguace ingegno», 040 PGTORIO 18
de le prime notizie, omo non sape, 056 PGTORIO 18
facea le stelle a noi parer più rade, 077 PGTORIO 18
sovra le mie quistioni avea ricolta, 086 PGTORIO 18
le nostre spalle a noi era già volta. 090 PGTORIO 18
che vedesse Iordan le rede sue. 135 PGTORIO 18
surger per via che poco le sta bruna--, 006 PGTORIO 19
con le man monche, e di colore scialba. 009 PGTORIO 19
le fredde membra che la notte aggrava, 011 PGTORIO 19
così lo sguardo mio le facea scorta 012 PGTORIO 19
com' amor vuol, così le colorava. 015 PGTORIO 19
e andavam col sol novo a le reni. 039 PGTORIO 19
Mosse le penne poi e ventilonne, 049 PGTORIO 19
Bastiti, e batti a terra le calcagne; 061 PGTORIO 19
lo rege etterno con le rote magne». 063 PGTORIO 19
le vostre destre sien sempre di fori». 081 PGTORIO 19
le cui parole pria notar mi fenno, 090 PGTORIO 19
in alto, fisso a le cose terrene, 119 PGTORIO 19
ne' piedi e ne le man legati e presi; 124 PGTORIO 19
«Drizza le gambe, lèvati sù, frate!», 133 PGTORIO 19
le condizion di qua giù trasmutarsi, 014 PGTORIO 20
che fece Niccolò a le pulcelle, 032 PGTORIO 20
trova'mi stretto ne le mani il freno 055 PGTORIO 20
cominciar di costor le sacrate ossa. 060 PGTORIO 20
portar nel Tempio le cupide vele. 093 PGTORIO 20
come furò le spoglie, sì che l'ira 110 PGTORIO 20
dov' ha 'l vicario di Pietro le piante. 054 PGTORIO 21
l'alma sorprende, e di voler le giova. 063 PGTORIO 21
qui se', ne le parole tue mi cappia». 081 PGTORIO 21
del sommo rege, vendicò le fóra 083 PGTORIO 21
dove mertai le tempie ornar di mirto. 090 PGTORIO 21
Al mio ardor fuor seme le faville, 094 PGTORIO 21
detto n'avea beati, e le sue voci 005 PGTORIO 22
per le vere ragion che son nascose. 030 PGTORIO 22
voltando sentirei le giostre grame. 042 PGTORIO 22
potean le mani a spendere, e pente'mi 044 PGTORIO 22
«Or quando tu cantasti le crude armi 055 PGTORIO 22
poscia di retro al pescator le vele?». 063 PGTORIO 22
verso Parnaso a ber ne le sue grotte, 065 PGTORIO 22
ma dopo sé fa le persone dotte, 069 PGTORIO 22
che le Muse lattar più ch'altri mai, 102 PGTORIO 22
che sempre ha le nutrice nostre seco. 105 PGTORIO 22
Quivi si veggion de le genti tue 109 PGTORIO 22
e con le suore sue Deïdamia». 114 PGTORIO 22
e già le quattro ancelle eran del giorno 118 PGTORIO 22
le destre spalle volger ne convegna, 122 PGTORIO 22
Ma tosto ruppe le dolci ragioni 130 PGTORIO 22
e si spandeva per le foglie suso. 138 PGTORIO 22
e una voce per entro le fronde 140 PGTORIO 22
fosser le nozze orrevoli e intere, 143 PGTORIO 22
E le Romane antiche, per lor bere, 145 PGTORIO 22
fé savorose con fame le ghiande, 149 PGTORIO 22
Mele e locuste furon le vivande 151 PGTORIO 22
ne le femmine sue più è pudica 095 PGTORIO 23
a le sfacciate donne fiorentine 101 PGTORIO 23
l'andar mostrando con le poppe il petto. 102 PGTORIO 23
Ma se le svergognate fosser certe 106 PGTORIO 23
già per urlare avrian le bocche aperte; 108 PGTORIO 23
prima fien triste che le guance impeli 110 PGTORIO 23
per le fosse de li occhi ammirazione 005 PGTORIO 24
ebbe la Santa Chiesa in le sue braccia: 022 PGTORIO 24
dichiareranti ancor le cose vere. 048 PGTORIO 24
trasse le nove rime, cominciando 050 PGTORIO 24
Io veggio ben come le vostre penne 058 PGTORIO 24
che de le nostre certo non avvenne; 060 PGTORIO 24
come la mente a le parole sue, 102 PGTORIO 24
Vidi gente sott' esso alzar le mani 106 PGTORIO 24
e gridar non so che verso le fronde, 107 PGTORIO 24
Sì tra le frasche non so chi diceva; 118 PGTORIO 24
che sia or sanator de le tue piage». 030 PGTORIO 25
Poi cominciò: «Se le parole mie, 034 PGTORIO 25
ch'a farsi quelle per le vene vane. 042 PGTORIO 25
ad organar le posse ond' è semente. 057 PGTORIO 25
mirabilmente a l'una de le rive; 086 PGTORIO 25
quivi conosce prima le sue strade. 087 PGTORIO 25
così e quanto ne le membra vive. 090 PGTORIO 25
quindi facciam le lagrime e ' sospiri 104 PGTORIO 25
Poi, come grue ch'a le montagne Rife 043 PGTORIO 26
le membra mie di là, ma son qui meco 056 PGTORIO 26
col sangue suo e con le sue giunture. 057 PGTORIO 26
«Beato te, che de le nostre marche», 073 PGTORIO 26
che s'imbestiò ne le 'mbestiate schegge. 087 PGTORIO 26
Ma se le tue parole or ver giuraro, 109 PGTORIO 26
In su le man commesse mi protesi, 016 PGTORIO 27
Volsersi verso me le buone scorte; 019 PGTORIO 27
con le tue mani al lembo d'i tuoi panni. 030 PGTORIO 27
E pria che 'n tutte le sue parti immense 070 PGTORIO 27
le capre, state rapide e proterve 077 PGTORIO 27
sovra le cime avante che sien pranse, 078 PGTORIO 27
ma, per quel poco, vedea io le stelle 089 PGTORIO 27
anzi che 'l fatto sia, sa le novelle. 093 PGTORIO 27
le belle mani a farmi una ghirlanda. 102 PGTORIO 27
com' io de l'addornarmi con le mani; 107 PGTORIO 27
le tenebre fuggian da tutti lati, 112 PGTORIO 27
oggi porrà in pace le tue fami». 117 PGTORIO 27
al volo mi sentia crescer le penne. 123 PGTORIO 27
per cui le fronde, tremolando, pronte 010 PGTORIO 28
tanto, che li augelletti per le cime 014 PGTORIO 28
cantando, ricevieno intra le foglie, 017 PGTORIO 28
che tenevan bordone a le sue rime, 018 PGTORIO 28
Come si volge, con le piante strette 052 PGTORIO 28
sotto le ciglia a Venere, trafitta 065 PGTORIO 28
trattando più color con le sue mani, 068 PGTORIO 28
per le salvatiche ombre, disïando 005 PGTORIO 29
quando le ripe igualmente dier volta, 011 PGTORIO 29
e ne le voci del cantare 'Osanna'. 051 PGTORIO 29
sì ne l'affetto de le vive luci, 062 PGTORIO 29
e vidi le fiammelle andar davante, 073 PGTORIO 29
ne le figlie d'Adamo, e benedette 086 PGTORIO 29
sieno in etterno le bellezze tue!». 087 PGTORIO 29
le penne piene d'occhi; e li occhi d'Argo, 095 PGTORIO 29
e quali i troverai ne le sue carte, 103 PGTORIO 29
tali eran quivi, salvo ch'a le penne 104 PGTORIO 29
tra la mezzana e le tre e tre liste, 110 PGTORIO 29
le membra d'oro avea quant' era uccello, 113 PGTORIO 29
l'altr' era come se le carni e l'ossa 124 PGTORIO 29
fermandosi ivi con le prime insegne. 154 PGTORIO 29
che da le mani angeliche saliva 029 PGTORIO 30
valse a le guance nette di rugiada, 053 PGTORIO 30
Tutto che 'l vel che le scendea di testa, 067 PGTORIO 30
cerchiato de le fronde di Minerva, 068 PGTORIO 30
Sì come neve tra le vive travi 085 PGTORIO 30
dietro a le note de li etterni giri; 093 PGTORIO 30
ma poi che 'ntesi ne le dolci tempre 094 PGTORIO 30
del carro stando, a le sustanze pie 101 PGTORIO 30
volse le sue parole così poscia: 102 PGTORIO 30
Non pur per ovra de le rote magne, 109 PGTORIO 30
secondo che le stelle son compagne, 111 PGTORIO 30
con le quali e in sogno e altrimenti 134 PGTORIO 30
fuor che mostrarli le perdute genti. 138 PGTORIO 30
Rispondi a me; ché le memorie triste 011 PGTORIO 31
al quale intender fuor mestier le viste. 015 PGTORIO 31
e le labbra a fatica la formaro. 033 PGTORIO 31
Piangendo dissi: «Le presenti cose 034 PGTORIO 31
udendo le serene, sie più forte, 045 PGTORIO 31
piacer, quanto le belle membra in ch'io 050 PGTORIO 31
de le cose fallaci, levar suso 056 PGTORIO 31
Non ti dovea gravar le penne in giuso, 058 PGTORIO 31
e le mie luci, ancor poco sicure, 079 PGTORIO 31
La bella donna ne le braccia aprissi; 100 PGTORIO 31
dentro a la danza de le quattro belle; 104 PGTORIO 31
le tre di là, che miran più profondo». 111 PGTORIO 31
Disser: «Fa che le viste non risparmi; 115 PGTORIO 31
ond' Amor già ti trasse le sue armi». 117 PGTORIO 31
col sole e con le sette fiamme al volto. 018 PGTORIO 32
Indi a le rote si tornar le donne, 025 PGTORIO 32
Indi a le rote si tornar le donne, 025 PGTORIO 32
Come le nostre piante, quando casca 052 PGTORIO 32
che prima avea le ramora sì sole. 060 PGTORIO 32
In cerchio le facevan di sé claustro 097 PGTORIO 32
le sette ninfe, con quei lumi in mano 098 PGTORIO 32
non che d'i fiori e de le foglie nove; 114 PGTORIO 32
tr'ambo le ruote, e vidi uscirne un drago 131 PGTORIO 32
mise fuor teste per le parti sue, 143 PGTORIO 32
Le prime eran cornute come bue, 145 PGTORIO 32
ma le quattro un sol corno avean per fronte: 146 PGTORIO 32
m'apparve con le ciglia intorno pronte; 150 PGTORIO 32
la flagellò dal capo infin le piante; 156 PGTORIO 32
le donne incominciaro, e lagrimando; 003 PGTORIO 33
Poi le si mise innanzi tutte e sette, 013 PGTORIO 33
l'aguglia che lasciò le penne al carro, 038 PGTORIO 33
ma tosto fier li fatti le Naiade, 049 PGTORIO 33
E aggi a mente, quando tu le scrivi, 055 PGTORIO 33
le mie parole, quanto converrassi 101 PGTORIO 33
le sette donne al fin d'un'ombra smorta, 109 PGTORIO 33
ma perché piene son tutte le carte 139 PGTORIO 33
puro e disposto a salire a le stelle. 145 PGTORIO 33
de la vagina de le membra sue. 021 PRADISO 01
venire, e coronarmi de le foglie 026 PRADISO 01
a le nostre virtù, mercé del loco 056 PRADISO 01
le luci fissi, di là sù rimote. 066 PRADISO 01
per le sorrise parolette brevi, 095 PRADISO 01
e cominciò: «Le cose tutte quante 103 PRADISO 01
né pur le creature che son fore 118 PRADISO 01
le distinzion che dentro da sé hanno 119 PRADISO 02
multiplicata per le stelle spiega, 137 PRADISO 02
tornan d'i nostri visi le postille 013 PRADISO 03
non vien men forte a le nostre pupille; 015 PRADISO 03
ché la verace luce che le appaga 032 PRADISO 03
sorella fu, e così le fu tolta 113 PRADISO 03
di capo l'ombra de le sacre bende. 114 PRADISO 03
parer tornarsi l'anime a le stelle, 023 PRADISO 04
Queste son le question che nel tuo velle 025 PRADISO 04
che, vinta, mia virtute diè le reni, 141 PRADISO 04
di che le creature intelligenti, 023 PRADISO 05
le temperanze d'i vapori spessi, 135 PRADISO 05
e sotto l'ombra de le sacre penne 007 PRADISO 06
d'entro le leggi trassi il troppo e 'l vano. 012 PRADISO 06
mi dirizzò con le parole sue. 018 PRADISO 06
E sai ch'el fé dal mal de le Sabine 040 PRADISO 06
vincendo intorno le genti vicine. 042 PRADISO 06
la Santa Chiesa, sotto le sue ali 095 PRADISO 06
E poi il mosser le parole biece 136 PRADISO 06
che mi diseta con le dolci stille'. 012 PRADISO 07
e tu ascolta, ché le mie parole 023 PRADISO 07
sì che dispiega le bellezze etterne. 066 PRADISO 07
a la virtute de le cose nove. 072 PRADISO 07
Più l'è conforme, e però più le piace; 073 PRADISO 07
Dunque a Dio convenia con le vie sue 103 PRADISO 07
di proceder per tutte le sue vie, 110 PRADISO 07
L'anima d'ogne bruto e de le piante 139 PRADISO 07
lo raggio e 'l moto de le luci sante; 141 PRADISO 07
le genti antiche ne l'antico errore; 006 PRADISO 08
di mio amor più oltre che le fronde. 057 PRADISO 08
poi che le ripe tedesche abbandona. 066 PRADISO 08
E non pur le nature provedute 100 PRADISO 08
convien di vostri effetti le radici: 123 PRADISO 08
drizzando in vanità le vostre tempie! 012 PRADISO 09
e le fontane di Brenta e di Piava, 027 PRADISO 09
per essere al dover le genti crude; 048 PRADISO 09
incominciaro allor le sue parole, 083 PRADISO 09
Ma perché tutte le tue voglie piene 109 PRADISO 09
che pria volse le spalle al suo fattore 128 PRADISO 09
c'ha disvïate le pecore e li agni, 131 PRADISO 09
congiunto, si girava per le spire 032 PRADISO 10
E se le fantasie nostre son basse 046 PRADISO 10
Non le dispiacque; ma sì se ne rise, 061 PRADISO 10
dal muto aspetti quindi le novelle. 075 PRADISO 10
fin che le nove note hanno ricolte. 081 PRADISO 10
di luce in luce dietro a le mie lode, 122 PRADISO 10
che quinci e quindi le fosser per guida. 036 PRADISO 11
da Porta Sole; e di rietro le piange 047 PRADISO 11
et coram patre le si fece unito; 062 PRADISO 11
Né li gravò viltà di cuor le ciglia 088 PRADISO 11
che le sue membra due anni portarno. 108 PRADISO 11
e quanto le sue pecore remote 127 PRADISO 11
che le cappe fornisce poco panno. 132 PRADISO 11
Or, se le mie parole non son fioche, 133 PRADISO 11
volgiensi circa noi le due ghirlande, 020 PRADISO 12
del cor de l'una de le luci nove 028 PRADISO 12
Zefiro dolce le novelle fronde 047 PRADISO 12
dietro a le quali, per la lunga foga, 050 PRADISO 12
Poi che le sponsalizie fuor compiute 061 PRADISO 12
ch'uscir dovea di lui e de le rede; 066 PRADISO 12
dove le resistenze eran più grosse. 102 PRADISO 12
coi piedi a le sue orme, è tanto volta, 116 PRADISO 12
le cose generate, che produce 065 PRADISO 13
comincerebber le parole tue. 090 PRADISO 13
che furon come spade a le Scritture 128 PRADISO 13
Non sien le genti, ancor, troppo sicure 130 PRADISO 13
le biade in campo pria che sien mature; 132 PRADISO 13
forse non pur per lor, ma per le mamme, 064 PRADISO 14
le minuzie d'i corpi, lunghe e corte, 114 PRADISO 14
e fece quïetar le sante corde 005 PRADISO 15
ch'io le pregassi, a tacer fur concorde? 009 PRADISO 15
ch'a l'alto volo ti vestì le piume. 054 PRADISO 15
e le sue donne al fuso e al pennecchio. 117 PRADISO 15
che prima i padri e le madri trastulla; 123 PRADISO 15
lo tempo va dintorno con le force. 009 PRADISO 16
ricominciaron le parole mie; 012 PRADISO 16
quanto era allora, e chi eran le genti 026 PRADISO 16
Sempre la confusion de le persone 067 PRADISO 16
più e meglio una che le cinque spade. 072 PRADISO 16
udir come le schiatte si disfanno 076 PRADISO 16
poscia che le cittadi termine hanno. 078 PRADISO 16
Le vostre cose tutte hanno lor morte, 079 PRADISO 16
che dura molto, e le vite son corte. 081 PRADISO 16
a le curule Sizii e Arrigucci. 108 PRADISO 16
per lor superbia! e le palle de l'oro 110 PRADISO 16
le nozze süe per li altrui conforti! 141 PRADISO 16
che, come veggion le terrene menti 014 PRADISO 17
così vedi le cose contingenti 016 PRADISO 17
l'Agnel di Dio che le peccata tolle, 033 PRADISO 17
E quel che più ti graverà le spalle, 061 PRADISO 17
Non se ne son le genti ancora accorte 079 PRADISO 17
Le sue magnificenze conosciute 085 PRADISO 17
non ne potran tener le lingue mute. 087 PRADISO 17
Poi giunse: «Figlio, queste son le chiose 094 PRADISO 17
di quel che ti fu detto; ecco le 'nsidie 095 PRADISO 17
in quella tela ch'io le porsi ordita, 102 PRADISO 17
che le più alte cime più percuote; 134 PRADISO 17
e vidi le sue luci tanto mere, 055 PRADISO 18
ed essi teco le cittadi e ' regni, 084 PRADISO 18
le lor figure com' io l'ho concette: 086 PRADISO 18
le parti sì, come mi parver dette. 090 PRADISO 18
cantando, credo, il ben ch'a sé le move. 099 PRADISO 18
Già si solea con le spade far guerra; 127 PRADISO 18
sì fatta, che le genti lì malvage 017 PRADISO 19
di che tutte le cose son ripiene, 054 PRADISO 19
son le mie note a te, che non le 'ntendi, 098 PRADISO 19
son le mie note a te, che non le 'ntendi, 098 PRADISO 19
quali aspettava il core ov' io le scrissi. 030 PRADISO 20
L'altro che segue, con le leggi e meco, 055 PRADISO 20
fosse la quinta de le luci sante? 069 PRADISO 20
perch' io le dico, ma non vedi come; 089 PRADISO 20
e riprendiene le genti perverse. 126 PRADISO 20
ch'io vidi le due luci benedette, 146 PRADISO 20
con le parole mover le fiammette. 148 PRADISO 20
con le parole mover le fiammette. 148 PRADISO 20
ché la bellezza mia, che per le scale 007 PRADISO 21
le pole insieme, al cominciar del giorno, 035 PRADISO 21
si movono a scaldar le fredde piume; 036 PRADISO 21
a questo officio tra le tue consorte». 078 PRADISO 21
Sì mi prescrisser le parole sue, 103 PRADISO 21
e ogne giro le facea più belle. 138 PRADISO 21
ch'io ritrassi le ville circunstanti 044 PRADISO 22
rimasa è per danno de le carte. 075 PRADISO 22
Le mura che solieno esser badia 076 PRADISO 22
fatte sono spelonche, e le cocolle 077 PRADISO 22
le mie peccata e 'l petto mi percuoto, 108 PRADISO 22
aver le luci tue chiare e acute; 126 PRADISO 22
le sette spere, e vidi questo globo 134 PRADISO 22
tutta m'apparve da' colli a le foci; 153 PRADISO 22
la notte che le cose ci nasconde, 003 PRADISO 23
e Bëatrice disse: «Ecco le schiere 019 PRADISO 23
Trivïa ride tra le ninfe etterne 026 PRADISO 23
come fa 'l nostro le viste superne; 030 PRADISO 23
ch'aprì le strade tra 'l cielo e la terra, 038 PRADISO 23
che Polimnïa con le suore fero 056 PRADISO 23
e come ambo le luci mi dipinse 091 PRADISO 23
tende le braccia, poi che 'l latte prese, 122 PRADISO 23
colui che tien le chiavi di tal gloria. 139 PRADISO 23
a cui Nostro Segnor lasciò le chiavi, 035 PRADISO 24
e argomento de le non parventi; 065 PRADISO 24
tra le sustanze, e poi tra li argomenti». 069 PRADISO 24
E io appresso: «Le profonde cose 070 PRADISO 24
in su le vecchie e 'n su le nuove cuoia, 093 PRADISO 24
in su le vecchie e 'n su le nuove cuoia, 093 PRADISO 24
risonò per le spere un 'Dio laudamo' 113 PRADISO 24
E quella pïa che guidò le penne 049 PRADISO 25
de le mie ali a così alto volo, 050 PRADISO 25
E io: «Le nove e le scritture antiche 088 PRADISO 25
E io: «Le nove e le scritture antiche 088 PRADISO 25
là dove tratta de le bianche stole, 095 PRADISO 25
a che rispuoser tutte le carole. 099 PRADISO 25
poscia che prima le parole sue. 117 PRADISO 25
Con le due stole nel beato chiostro 127 PRADISO 25
son le due luci sole che saliro; 128 PRADISO 25
di tutte le sustanze sempiterne. 039 PRADISO 26
Le fronde onde s'infronda tutto l'orto 064 PRADISO 26
Dinanzi a li occhi miei le quattro face 010 PRADISO 27
Poi procedetter le parole sue 037 PRADISO 27
né che le chiavi che mi fuor concesse, 049 PRADISO 27
in carne umana o ne le sue pitture, 093 PRADISO 27
Le parti sue vivissime ed eccelse 100 PRADISO 27
le sue radici e ne li altri le fronde, 119 PRADISO 27
le sue radici e ne li altri le fronde, 119 PRADISO 27
di trarre li occhi fuor de le tue onde! 123 PRADISO 27
in bozzacchioni le sosine vere. 126 PRADISO 27
pria fugge che le guance sian coperte. 129 PRADISO 27
le poppe volgerà u' son le prore, 146 PRADISO 27
le poppe volgerà u' son le prore, 146 PRADISO 27
veder le volte tanto più divine, 050 PRADISO 28
s'elli ha le parti igualmente compiute. 069 PRADISO 28
de le sustanze che t'appaion tonde, 075 PRADISO 28
con le bellezze d'ogne sua paroffia; 084 PRADISO 28
E poi che le parole sue restaro, 088 PRADISO 28
a le sustanze; e quelle furon cima 032 PRADISO 29
per che le viste lor furo essaltate 061 PRADISO 29
puoi contemplare assai, se le parole 068 PRADISO 29
Ma perché 'n terra per le vostre scole 070 PRADISO 29
sì che le pecorelle, che non sanno, 106 PRADISO 29
e non le scusa non veder lo danno. 108 PRADISO 29
e quel tanto sonò ne le sue guance, 112 PRADISO 29
de le palpebre mie, così mi parve 089 PRADISO 30
li fiori e le faville, sì ch'io vidi 095 PRADISO 30
ambo le corti del ciel manifeste. 096 PRADISO 30
quanto è 'l convento de le bianche stole! 129 PRADISO 30
Le facce tutte avean di fiamma viva 013 PRADISO 31
sì che nulla le puote essere ostante. 024 PRADISO 31
a le cose mortali andò di sopra; 036 PRADISO 31
vestito con le genti glorïose. 060 PRADISO 31
Diffuso era per li occhi e per le gene 061 PRADISO 31
nel trono che suoi merti le sortiro». 069 PRADISO 31
in inferno lasciar le tue vestige, 081 PRADISO 31
e a quel mezzo, con le penne sparte, 130 PRADISO 31
dirimendo del fior tutte le chiome; 018 PRADISO 32
a che si parton le sacre scalee. 021 PRADISO 32
di tutte le sue foglie, sono assisi 023 PRADISO 32
a mezzo il tratto le due discrezioni, 041 PRADISO 32
e anche per le voci püerili, 047 PRADISO 32
le menti tutte nel suo lieto aspetto 064 PRADISO 32
poi che le prime etadi fuor compiute, 079 PRADISO 32
piover, portata ne le menti sante 089 PRADISO 32
dinanzi a lei le sue ali distese. 096 PRADISO 32
colui che da sinistra le s'aggiusta 121 PRADISO 32
di Santa Chiesa a cui Cristo le chiavi 125 PRADISO 32
quando chinavi, a rovinar, le ciglia. 138 PRADISO 32
le vite spiritali ad una ad una, 024 PRADISO 33
per li miei prieghi ti chiudon le mani!». 039 PRADISO 33
quanto i devoti prieghi le son grati; 042 PRADISO 33
così al vento ne le foglie levi 065 PRADISO 33
ma non eran da ciò le proprie penne: 139 PRADISO 33

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